Tornano i nostri “Travel Diaries”, le destinazioni che avete scelto insieme a noi per esplorare il mondo, raccontate attraverso i vostri occhi! Questa volta abbiamo “intervistato” Alessandro che si è letteralmente innamorato dell’Indonesia, una destinazione poliedrica ed affascinante, che racchiude in sé molteplici aspetti. Dalla spiritualità di Bali alle risaie rigogliose di Tegalalang, passando per i patrimoni UNESCO come Borobudur e Prambanan, incontrando popolazioni autoctone che hanno conservato i loro usi e costumi come accade a Tana Toraja, senza dimenticare le iconiche spiagge di Lombok e delle isole Gili.
Ma adesso lasciamo la parola ad Alessandro che ci racconta “la sua” Indonesia!







Descrivici il tuo itinerario in Indonesia!
Esplorare tutta l’Indonesia in un solo viaggio è impossibile! Dunque ho privilegiato le tappe imperdibili per una prima esperienza. Prima tappa Yogyakarta, il cuore pulsante dell’isola di Java. Qui sorge il Palazzo del sultano, il Kraton. Sono rimasto affascinato dal mercato dove ho acquistato il sarong (una sorta di pareo) realizzato con la tecnica del il batik, una stoffa di cotone decorata a mano o stampata con motivi caratteristici. Ci tengo a precisare che un batik non è soltanto uno splendido souvenir, ma fa parte della tradizione artigianale indonesiana.
Yogyakarta è anche un ottimo punto di partenza per visitare Borobodur, il più grande monumento buddista al mondo, (i suoi stupa mi hanno davvero stregato!) ed il complesso hindu di Prambanan, emblema delle divinità hindu.
Un viaggio in treno mi ha condotto fino alla tappa successiva, il monte Bromo che ho esplorato con un trekking e che mi ha regalato una vista spettacolare. L’avventura è proseguita ad Ubud, Bali, attraverso le spettacolari risaie di Jatiluwih, il tempio sulla scogliera di Tanah Lot dedicato agli spiriti guardiani del mare (uno dei più instagrammati di Bali), la monkey forest con i suoi enormi alberi di banyan ricoperti di muschio e liane e le scimmiette non proprio amichevoli, fino alle note risaie di Tegalalang.
La mia esperienza si è conclusa poi con un “meritato riposo” di qualche giorno a Lombok ed alle isole Gili.
Le risaie più belle: Jatiluwih o Tagalalang?!
Sono entrambe bellissime ma quelle di Jatiluwih, che in balinese significa “davvero bello”, sono di dimensioni maggiori e senza dubbio meno turistiche, un labirinto di campi verdi che si snoda lungo i pendii delle montagne, in costante stato di transizione, il che rende il paesaggio sempre uguale ma sempre diverso.
A Tegalalang invece ci sono chioschi, altalene, punti foto il che le rende un po’ meno autentiche e più affollate. Nelle risaie si incontrano i lavoratori intenti a lavorare il terreno e ad occuparsi del riso, l’alimento alla base della dieta balinese, considerato una benedizione divina.

La tua esperienza in merito alla spiritualità balinese?
Prima di partire per Bali, avevo letto che la religione principale è l’induismo balinese, una forma che unisce l’induismo indiano e le credenze animistiche locali. Al di là di questo, mi sento di dire che la spiritualità a Bali permea ogni aspetto della vita quotidiana, è parte della cultura e della vita di ogni balinese, riguarda sia l’anima che la cura del corpo e della mente. Ci sono preghiere e rituali che scandiscono la giornata, così come da pratiche come yoga e meditazione volte all’equilibrio di questi tre elementi. La spiritualità si avverte anche nella gestualità, attraverso le offerte di fiori, nella danza tipica kecak e nella musica.


Street food e piatti tipici: cosa assaggiare assolutamente durante un viaggio in Indonesia?
A mio avviso si tratta di un mix tra cucina thailandese e cinese ed i piatti tipici variano in base alle diverse zone. Personalmente ho assaggiato (spero di citare correttamente i nomi dei piatti che ho preferito!) il sate lilit tipico dello street food balinese, una sorta di spiedino grigliato a base di frutti di mare o pollo tritati con cocco grattugiato e spezie che mi ha ricordato il satay thailandese! Il celebre Nasi Goreng, il riso fritto con salsa di soia, uova, verdure accompagnato da pollo e tra i dolci, per così dire, la pisang goreng, una banana fritta che resta croccante fuori e morbida dentro, bagnata nel miele.
Qualche curiosità che vuoi raccontarci!
Gli aquiloni! A Bali assumono un significato spirituale: realizzati in bambù e seta, sono un mezzo per inviare preghiere agli dei indù per un abbondante raccolto. Alcuni aquiloni, in particolare i Janggan, hanno code estremamente lunghe che rappresentano serpenti o draghi.
Un’altra cosa abbastanza curiosa è il Kopi Luwak di Bali, un caffè molto pregiato ed anche molto costoso, che si ottiene da bacche rosse semi-digerite ed “espulse” dallo zibetto delle palme, una specie di grosso ermellino. Pensate che una tazzina di questo caffè può arrivare a costare anche i 10€!








Lombok vs Gili: raccontaci le differenze tra queste isole!
Si tratta di isole con caratteristiche nettamente diverse. Lombok è un’isola che non ha soltanto spiagge da offrire, ma un’isola da esplorare e da scoprire, con le sue risaie, le cascate e la cultura locale quella dei Sasak. Arrivare a Lombok è piuttosto facile e ci sono due opzioni: il volo diretto che da Bali atterra sull’isola in circa 40 minuti o il traghetto veloce che ne impiega circa due.
Lombok, che significa “peperoncino”, è perfetta per tutti quelli che vogliono alternare la vita da spiaggia all’avventura: un trekking sul Monte Rinjani o alle cascate Tiu Kelep e Sendang Gile immerse nella giungla, una visita ad un villaggio tradizionale Sasak come Sukarara e Sade. I Sasak sono maestri della tessitura e mi sono molto divertito nel provare a tessere, anche se con scarsi risultati! Le abitazioni dei villaggi sono costruite con bambù e paglia. Tra le spiagge più belle consiglio Kuta beach e Sengiggi beach.
Le isole Gili si raggiungono sia da Lombok (come ho fatto io) sia da Bali con diverse tipologie di imbarcazioni che portano a Gili Trawangan, (alcune anche a Gili Air). Per arrivare a Gili Meno è necessario un cambio. La parola “gili”, in lingua sasak, significa “piccola isola” e nonostante non siano soltanto tre, Trawangan, Meno e Air sono le più note. Sii tratta di isole piccolissime, non ci sono auto o motorini e ci si sposta in bici o con i cidomo, i carretti trainati dai cavalli. Trawangan è l’isola più vivace delle tre: molte strutture, vita notturna, quella che offre più movida se così si può dire! Air è la più vicina a Lombok, un mix tra relax ed attività. Meno è la più tranquilla, relax totale, poca vita notturna. Inutile dire che il mare è spettacolare ovunque, acqua cristallina e pesci colorati!


Tornerai in Indonesia?
Decisamente sì! La prossima tappa della mia avventura indonesiana sarà il Sulawesi, alla scoperta dell’altopiano dei Toraja, dove spero di poter assistere alle cerimonie locali e visitare i celebri villaggi, i mercati e (di nuovo) le risaie!