Travel diaries, trekking in Bretagna! L’esperienza di Giulia

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Appuntamento con i nostri “Travel diaries”, il mondo raccontato attraverso gli occhi di voi esploratori, sognatori, avventurieri che non smettete mai di meravigliarvi! Questa volta abbiamo chiesto a Giulia, amica e guida ambientale con la quale organizziamo esperienze di trekking in Italia ed Europa, di raccontarci la “sua” Bretagna. Ecco a voi la sua intervista e le sue bellissime foto!

Perché hai scelto la Bretagna come destinazione trekking fuori dall’Italia?

La Bretagna è una destinazione che mi ha sempre chiamata, con il suo fascino da “Finisterre”, da fine del mondo, protesa com’è nell’Oceano Atlantico ed esposta, soprattutto nella sua parte più estrema, alla forza degli elementi. La Natura qui in certi casi la fa ancora da padrona.

È una terra ricca di storia, dove la cultura Celtica permea ancora molti aspetti della vita quotidiana, e la rende un luogo di grande fascino e magia: la Bretagna è infatti una delle Nazioni Celtiche ed è considerata terra di druidi. Sembra fosse la “patria” di Merlino ed è uno dei suoi luoghi simbolo, per non parlare dei siti archeologici come Carnac.

Mi affascina molto anche il carattere del suo popolo, fiero ed indipendente, diverso dal resto della Francia, legato indissolubilmente al suo mare e alle vestigia delle sue Foreste.

Infine, ma non meno importante, è un’occasione per vivere il mare (o meglio l’Oceano) in una forma più selvaggia, e con un clima fresco e temperato anche d’estate.

Descrivici in breve il tuo itinerario!

Abbiamo deciso di viaggiare con l’auto dall’Italia in modalità “on the road”, in modo da poter essere indipendenti e poter scegliere di volta in volta cosa fare ogni giorno, ma abbiamo scelto le tappe da casa. Abbiamo viaggiato con il nostro cane e, sebbene la Bretagna sia una meta Dog Friendly, è consigliabile prenotare con anticipo per non avere brutte sorprese!

Nella scelta dell’itinerario ho privilegiato la costa, di cui abbiamo fatto il giro quasi completo, nei 12 giorni che avevamo a nostra disposizione. Il primo giorno siamo arrivati a Vannes, nel sud-ovest della Bretagna che era per noi una tappa di passaggio per andare a Belle-Île-en-Mer, una delle mete principali del nostro viaggio. Abbiamo però scoperto una cittadina pittoresca e piena di fascino con le case a graticcio ed il porto fluviale!

Il giorno dopo ci siamo diretti a Quiberon, località dell’Atlantico nota per la talassoterapia e la pesca di sardine e frutti di mare, per imbarcarci verso Belle-Île: bella di nome e di fatto! La più grande delle isole della Bretagna, è un condensato di tutto quello che si può trovare in questa regione, dai fari, alle spiagge bianche, ai villaggi di pescatori, alle scogliere a picco sull’oceano, alla placida campagna dell’interno, al sorprendente mare dai colori caraibici. Abbiamo soggiornato a Sauzon, tranquillo villaggio di pescatori, esplorando in 3 giorni i meravigliosi luoghi di quest’isola.

La tappa successiva è stata Quimper, per poter visitare la zona di Concarneau, il villaggio di Locronan e Douarnenez. Luoghi vivaci e colorati, dove si respira a pieni polmoni la tradizione Bretone.

Avete esplorato anche il nord della Bretagna?

Certo! Abbiamo visitato la penisola di Crozon, protesa verso il mare, con le sue meravigliose spiagge selvagge, ritrovo di surfisti, e la meravigliosa Camaret-sur-mer, dove abbiamo dormito, con l’emozionante Cappella di Notre-Dame di Rocamadour che, si dice, nelle giornate di nebbia fitta guidava con i rintocchi della sua campana le navi che rientravano dal mare.

Continuando verso Nord, abbiamo raggiunto la Pointe de Saint-Mathieu, con il suo leggendario faro, e il piccolo villaggio di Le Conquet, senz’altro la tappa che abbiamo amato di più per la sensazione da “fine del mondo”. Qui ancora echeggiano le storie dei marinai e di un rapporto indissolubile con l’Oceano.

Lasciata la costa Ovest, ci siamo poi diretti verso Paimpol, passando dalla Costa di Granito Rosa, bellissima ma molto affollata, infine verso Saint-Malo, città corsara, Cancale e Mont-Saint-Michel, ultima tappa del nostro viaggio prima di rientrare.

Una tappa che ti ha meravigliato, una tappa che in qualche modo ti ha “deluso”?

La tappa che ho amato di più è stata quella alla Pointe de Saint-Mathieu, per il suo senso di spaesamento (o “dépaysement” come dicono i Francesi), e di fine del mondo. Il faro è meraviglioso, con accanto un’Abbazia senza copertura che ricorda la nostra San Galgano e si può dormire in un hotel proprio di fronte al mare.

La tappa che mi ha in qualche modo deluso è stata Saint-Malo, in cui avevamo deciso di dormire, ma che secondo me merita una visita in giornata soprattutto per la sua bellezza e le sue mura. Purtroppo è molto affollata, piena di turisti, molto diversa dalle tappe più Oceaniche, tranquille e lontane dall’Overtourism.

Definiresti la Bretagna una “destinazione ecologica”? Perchè?

Sì la definirei una destinazione ecologica, c’è molto rispetto per l’Oceano per la costa: a Belle-Île, per esempio, dal 20 giugno 2022 fare trekking con i bastoncini con la punta in acciaio è vietato, per ridurre i rischi di erosione dei sentieri e di degrado della vegetazione.

Inoltre l’isola ha deciso di minimizzare l’inquinamento luminoso, limitando l’illuminazione notturna solo ai centri principali.

Consigli pratici per un viaggio in Bretagna?

A seconda del tempo a disposizione, e di cosa ci attrae, conviene valutare quale zona della Bretagna esplorare. Con una settimana, conviene decidere di dedicarsi ad una porzione più piccola della Regione, ad esempio scegliere la costa Ovest, se si amano i luoghi selvaggi, i paesaggi sconfinati e poco affollamento. Se invece si preferisce visitare luoghi storici, si può optare per la costa Nord con Mont-Saint Michel, saint Malo e la Costa di Granito Rosa (però molto più affollate).

Nel caso si abbia più tempo, si può valutare di scegliere più tappe, come abbiamo fatto noi. L’importante è, specialmente in alcuni luoghi come Belle-Île, prenotare con anticipo perché le strutture non sono moltissime, e se si prevede di prendere dei traghetti, anche qui comprare i biglietti per tempo.

Belle-Île: una destinazione nella destinazione!

Belle-Île è una destinazione a sé che, come scriveva una nota guida, da sola “vale il viaggio”. Quest’isola ha un fascino magnetico, e visitarla permette di conoscere un condensato di tutto quello che si può vedere in Bretagna.

Belle-Île è perfetta per il trekking, con il suo cammino costiero GR340. Diviso in 5 tappe, per un totale di 85 km, permette di fare il giro completo dell’isola, stando sempre a contatto con l’Oceano e con il ritmo incessante delle maree. Questo sentiero è stato eletto nel 2022 itinerario “del cuore” dei Francesi, per le sue caratteristiche di bellezza assoluta e godibili del cammino.

Per chi ama invece di più il relax e la vita lenta, potrà scoprire più di 50 spiagge e calette di sabbia bianca, piste ciclabili per esplorare l’isola lentamente, sport acquatici ovviamente l’ottimo cibo!

L’emozione più forte?

Le emozioni sono state molte ma la più forte è stata la mattina in cui ci siamo svegliati al Faro di Saint-Mathieu, sono uscita presto per fare le foto all’alba ma c’era nebbia fitta. In quest’atmosfera mi sono ritrovata come in mezzo a un sogno, con il faro che continuava a illuminare, le rovine dell’Abbazia, l’Oceano placido in sottofondo. Pura magia!

Tappe golose: la cucina bretone!

Non si può parlare di Bretagna senza parlare della sua ottima cucina! Le mitiche crepes salate, qui chiamate Galette, sono ottime e si trovano dappertutto: sono composte di farina di grano saraceno e possono essere farcite in ogni modo, come la nostra pizza, ma la classica è formaggio, emmenthal e uovo.

Un altro caposaldo è il burro salato, croce e delizia (!), che viene portato in tavola insieme al pane ed è alla base di numerose ricette.

Per poi passare alla miriade di frutti di mare freschissimi che si trovano lungo la costa e ogni località ha la sua specialità: Quiberon con le sardine, Camaret capitale dell’astice, Paimpol capitale della capasanta, Cançale patria delle ostriche (potete degustarle appena pescate sul porto, sorseggiando vino bianco fresco)… e così via!

Non si può inoltre non menzionare l’incredibile varietà di formaggi che anche qui troviamo ovunque.


Che altro aggiungere, dopo un racconto così? Soltanto che la vita dovrebbe essere fatta solo di avventure!

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