Il Madagascar non è una meta “cool” conosciuta da tutti. È un gioiello nascosto, un’Africa speciale, un’isola che i malgasci chiamano “la grande terra”, circondata da tante isole minori, come Nosy-Be, ognuna con le sue peculiarità.
La filosofia malgascia si riassume in due parole: “mora mora”, letteralmente “piano piano”, riferendosi ad uno stile di vita lento, che ondeggia in sintonia con il ritmo della natura. Qui la frenesia non esiste, il tempo trascorre, scivola, si dilata fino quasi a scomparire.
Un po’ di storia
Situata nell’Oceano Indiano, al largo della costa sud-orientale dell’Africa, di fronte al Mozambico, il Madagascar é la quarta isola più grande al mondo, separatasi dall’Africa circa 165 milioni di anni fa, sviluppando un isolamento pressoché totale e quindi una flora ed una fauna uniche.
Una volta giunta qui, mi sono immaginata cosa debba aver provato il primo europeo che la scorse all’orizzonte, il capitano portoghese Diogo Dias, il 10 agosto 1500, dopo essere finito fuori rotta lungo un viaggio verso l’India. Quello che mi affascina di più è il fatto che successivamente portoghesi, francesi, olandesi ed inglesi tentarono di stabilirsi in Madagascar, ma nessuno ci riuscì, a causa delle ostilità dei guerrieri malgasci.



Informazioni utili per visitare il Madagascar
Per entrare in Madagascar è necessario un visto turistico che può essere richiesto all’arrivo in aeroporto o online tramite e-visa. È inoltre richiesto il passaporto con validità residua di almeno 6 mesi.
Il periodo migliore per una vacanza va da maggio a ottobre, durante la stagione secca. In questi mesi il clima è più fresco, le piogge sono rare ed il mare è ideale per snorkeling e immersioni. Da novembre ad aprile la stagione é più calda ed umida, con possibili cicloni soprattutto a gennaio.
Un santuario naturale
Il Madagascar è un santuario naturale: ovunque ti volti la natura ti riempie, gli occhi e l’anima. Piante antichissime ti circondano, infatti é uno dei Paesi con la più alta biodiversità al mondo. Oltre il 90% delle specie animali e vegetali presenti sull’isola è endemico.
L’importanza della natura permea anche la vita quotidiana. Abbiamo potuto osservare di persona come le piante sono impiegate per svariati utilizzi dalla popolazione locale. Con la rafia ad esempio si realizzano manufatti di artigianato. Il baobab, simbolo di longevità é oggetto di venerazione popolare. C’è poi la palma del viaggiatore che deve il suo nome al fatto che le sue foglie a ventaglio, la cui base a forma di coppa raccoglie l’acqua piovana, sono utilizzate dai viaggiatori per dissetarsi. L’Albero della resina fornisce questo prezioso elemento grazie al quale vengono impermeabilizzate le imbarcazioni ed allo stesso modo la resina viene impiegata durante i rituali funebri. Il palissandro invece offre un ottimo legno adatto per intagliare.
Le piante medicinali del Madagascar
La cultura malgascia impiega ancora piante medicinali per curare diverse malattie ed anche per scopi estetici come l’ylang ylang, il “fiore dei fiori”, originario in realtà delle Filippine, da cui si ricava un olio essenziale molto profumato, usato come nota per molti profumi. La vaniglia, anche se non endemica è il fiore all’occhiello del Madagascar. Oggi quasi l’80% della vaniglia mondiale proviene da quest’isola.
Un’altra tradizione legata all’uso di elementi naturali che ho appreso dalle donne malgasce è quella di diluire l’argilla con acqua e spalmarla sul viso per svariati scopi, come ad esempio come maschera di bellezza, per schiarire la pelle e per proteggersi dal sole!
Il re degli animali in Madagascar!
Per quanto riguarda la fauna, inutile dire che tra tutte le specie animali il protagonista indiscusso resta il lemure, il main charachter del cartone “Madagascar”, il mitico Re Julien! Se lui é la vera star, con la sua inconfondibile coda a strisce bianche e nere, colui che mi ha rubato il cuore, sappiate che ne esistono circa 100 specie: dal lemure notturno al grande indri che ha un canto risuonante, al lemure nero. Come il docile Kiwi, che ha pranzato con noi durante un’escursione su un’isola privata.




Nosy-Be: il nostro posto nel mondo
Nel sud-est dell’isola di Nosy-Be, a nord ovest della “grande terra”, un luogo imperdibile per chi ama la natura é la Riserva di Lokobe, uno degli ultimi lembi di foresta primaria del Madagascar, un parco naturale protetto. É difficile trovare le parole per descrivere le emozioni che abbiamo provato passeggiando tra piante secolari, lemuri, boa ed avvistando il camaleonte più piccolo del mondo che misura appena 2 cm!






Nosy-Be è nota anche per la sua barriera corallina, considerata la terza al mondo per numero di coralli differenti. È stata il nostro campo base, il nostro rifugio ed è diventata il mio posto nel mondo. Da qui siamo andati alla scoperta di altre piccole isole, ognuna con le sue caratteristiche e peculiarità.
- Nosy Tanikely a pochi minuti di barca da Nosy Be è sede di un parco marino protetto, il top per lo snorkeling
- Nosy Iranja è stata ribattezzata da me “l’isola che non c’è” perché le due lingue di sabbia bianchissima che la dividono in due parti – Nosy Iranja Be e Nosy Iranja Kely- sono collegate da un istmo che con la bassa marea emerge dal mare permettendo di camminare sull’acqua da un’isola all’altra. Nosy Iranja è anche uno dei luoghi più importanti del Madagascar per la nidificazione delle tartarughe marine
- Nosy Komba, l’isola dei lemuri é un’isola di origine vulcanica. Ma è passeggiando tra i villaggi di pescatori che si scopre la vita quotidiana malgascia: le piroghe colorate, le reti stese ad asciugare, i bambini che corrono, giocano e ci vengono incontro
I fady, i valori ancestrali del Madagascar
L’isola custodisce ancora tradizioni e credenze ancestrali, i cosiddetti fady, regole di comportamento dettate dagli anziani e dagli spiriti, che variano da villaggio a villaggio. Possono riguardare azioni quotidiane, cibi vietati o luoghi inaccessibili, scrupolosamente rispettati per evitare l’ira degli antenati e le conseguenti disgrazie che possono colpire il soggetto trasgressore o l’intera famiglia.
Questo aspetto culturale-religioso mi ha molto affascinato. Secondo le tradizioni malgasce i morti purificati delle loro colpe terrene diventano antenati e appartengono ad un mondo divino. Parlando con i locali ho compreso quanto, nella religione animista praticata da gran parte della popolazione, siano importanti gli antenati e quanto i defunti continuino ad influenzare la vita dei vivi.
Questo accade attraverso rituali comunitari durante i quali i defunti si palesano per ascoltare ed accogliere le richieste dei vivi, attraverso lo sciamano o gli anziani, accompagnati da musiche suonate con strumenti tradizionali.



Questa è solo una piccola parte, un frammento, un racconto, un’istantanea di un’avventura indimenticabile che vi consiglio di vivere in prima persona. Come sempre tornare é difficile perché ogni viaggio è come una storia d’amore a distanza. Una volta tornati a casa non si fa che pensare alla persona amata, a cosa sta accadendo in quel luogo in quel momento, che ore sono, a quali sfumature ha il cielo, a ciò che si stava facendo in quel preciso istante quando eravamo in quel luogo, in quel mondo parallelo, in quel sogno che abbiamo vissuto ad occhi aperti.