Trovare dei veri paradisi da sogno è diventato difficile in un mondo che va sempre più veloce, super tecnologico, vissuto troppo spesso attraverso la fotocamera di un cellulare. La bellezza di un luogo viene valutata in base ad algoritmi, metriche, numero di like sotto ad una foto e tali destinazione vengono massificate, invase, sovraffollate.
Esistono ancora alcuni luoghi che riescono a “proteggersi”, grazie alla loro collocazione difficile da raggiungere o perché a portata di una stretta nicchia di turismo. Isole poco note, atolli sperduti dove la protagonista indiscussa è la natura, piccoli universi dove regnano pace e il silenzio, dove la vacanza è slow e si vive su spiagge incontaminate e resort “wellness barefoot”, con ville immerse in giardini rigogliosi ed un’ospitalità volta all’integrazione ed alla tutela dell’ambiente.
Di seguito vi raccontiamo sei realtà che hanno fatto di alcune isole un paradiso, non proprio alla portata di tutti, ma sognare non costa niente!





Nihi Sumba, Indonesia
Isolata dai percorsi turistici, fulcro di antiche tradizioni come la Pasola, una competizione equestre durante la quale i cavalieri muniti di lance simulano una battaglia per onorare gli spiriti, piccoli villaggi, rituali ancestrali, questa è Sumba, un’isola selvaggia ed affascinante.
La religione degli indigeni di Sumba si basa sul Marapu, credenze animistiche che influenzano la vita quotidiana. I villaggi di Sumba sono noti per le abitazioni tradizionali con tetti conici in paglia, che possono superare i 10 metri di altezza.
Tra spiagge tropicali, risaie terrazzate, foreste e fondali popolati dai coralli troviamo il Nihi Sumba Resort che porta avanti il concetto di “lusso sostenibile”. Le ville con vista sull’Oceano e realizzate con i tradizionali tetti in paglia sono nascoste nella natura. Lo scopo del Resort è una vacanza all’insegna del contatto totale con la natura attraverso numerose esperienze come surf, immersioni, escursioni nella foresta, visite ai villaggi tradizionali dove acquistare un ikat, tessuto artigianale tinto a mano, spesso dono di matrimonio.





Islas Secas, Panama
Un arcipelago al largo della costa pacifica di Panama costituito da 14 isole vulcaniche delle quali soltanto una è abitata e proprio qui sorge Islas Secas Resort. Immerso in uno degli ecosistemi marini più ricchi del pianeta, è nel Golfo di Chiriquí, a un’ora di navigazione dal Parco Nazionale di Coiba, Patrimonio Mondiale UNESCO. Un paradiso di bellezza e biodiversità, popolato da specie rare di scimmie ed uccelli ormai scomparsi nel resto della Repubblica panamense. Il parco occupa i 503 kmq di Isla de Coiba ed è un vero e proprio lost world di ecosistemi incontaminati e fauna.
Abbandonata a se stessa nel XX secolo a causa dell’istituzione sull’isola di una colonia penale, i viaggiatori più intrepidi possono fare escursioni nella foresta pluviale primaria, snorkeling tra squali balena, mante giganti, balene megattere, tartarughe marine e banchi di tonni, immersioni o godersi le spiagge deserte. Il resort è impegnato nella tutela e nella conservazione dell’arcipelago, con una spa open air immersa nei giardini tropicali.



Como Parrot Cay, Turks & Caicos
Benvenuti su un’isola privata dell’arcipelago di Turks & Caicos, raggiungibile solo con una traversata in barca, un tempo rifugio dei pirati! Anticamente nota come Pirate Cay, si narra che fosse il rifugio della piratessa Anne Bonny. Mille acri di natura incontaminata, quattro miglia di spiagge di sabbia bianca ed una manciata di ville affacciate sul mare. Qui la vacanza è all’insegna del relax ed alla rigenerazione psicofisica, come dimostra la COMO Shambhala Retreat, separata dalle ville dove sono collocati uno yoga pavilion e uno studio Pilates.




Kisawa Sanctuary, Isola di Benguerra, Mozambico
L’arcipelago di Bazaruto è situato a circa 10 km dalla costa del Mozambico ed è costituito da 5 piccole isole tropicali (Bazaruto, Benguerra, Magaruque, l’isola deserta di Santa Carolina e Bangué) tra cui Benguerra Island. Ancora sconosciuta al turismo internazionale è inserita nelle 25 top wild destinations dalla rivista National Geographic ed è la seconda isola più grande dell’arcipelago. Qui abitano dugonghi in via di estinzione ed oltre 140 specie di uccelli. Spiagge deserte di sabbia bianca si estendono per chilometri, dhow che scivolano sulle acque turchesi e notti illuminate dalle stelle.
L’arcipelago è stato dichiarato Parco Nazionale nel 1971. Si tratta di uno dei più importanti santuari marini lungo la costa dell’Africa orientale ed accoglie numerose specie rare ed endemiche. Kisawa Sanctuary è un’oasi incontaminata celata tra cinque chilometri di spiagge deserte, dune e foreste tropicali. Le abitazioni sono perfettamente integrate con il paesaggio circostante, immerse nella vegetazione, affacciate sull’Oceano Indiano, costruite con materiali naturali ed arredate da artigiani locali, rispettando le tradizioni del Mozambico.


Miavana By Time + Tide, Madagascar
Siamo a nord-est del Madagascar continentale e Nosy Ankao è un arcipelago protetto dalla barriera corallina. L’isola costituisce un modello di conservazione ambientale dove l’esperienza è basata sull’esplorazione attiva della natura incontaminata coadiuvata da guide private e biologi marini.
Tra le attività principali troviamo:
- Trekking e Lemuri: in seguito ad un progetto di riforestazione e salvaguardia, l’isola ospita colonie protette di lemuri incoronati.
- Esplorazione Marina: le acque circostanti sono protette ed ospitano una barriera corallina intatta dove praticare snorkeling, immersioni, kayak e la possibilità di osservare il passaggio di balene, megattere o delle mante a seconda della stagione.
- Conservazione delle Tartarughe: gli ospiti possono affiancare i ricercatori durante i monitoraggi quotidiani sulle spiagge per proteggere i nidi delle tartarughe marine.
- Esplorazione dell’isola: l’interno dell’isola può essere esplorato in bici o in quad, per raggiungere baie segrete e sentieri che conducono fino al faro panoramico.



Bawah Reserve, Arcipelago delle Anambas, Indonesia
Torniamo in Indonesia per scoprire l’ultimo paradiso di questa carrellata. Le Anambas sono un arcipelago costituito da circa 255 isole, di cui solamente 26 abitate, parte della seconda riserva marina più importante dell’Indonesia. Come si arriva in questo paradiso? Si atterra a Singapore, si prende un traghetto fino all’isola indonesiana di Batam e da qui si sale su un idrovolante che conduce all’isola di Bawah, dove ad accogliervi si legge il cartello «Benvenuti in Paradiso».
Il proprietario, un magnate di Singapore, ha recuperato quest’isoletta inabitata per salvarla dalla pesca con la dinamite. L’elettricità è fornita dai pannelli solari, l’acqua funziona in circuito chiuso con un macchinario di desalinizzazione, l’orto è in permacultura (si tratta di un sistema sostenibile di piante che si autoperpetuano), la plastica sull’isola non esiste, i materiali da costruzione sono tutti riciclati. Notevole è il progetto di protezione dei coralli che vengono ripiantati per rivitalizzare la zona marina intorno all’isola. Il plus? La piscina di acqua salata scavata nella roccia con accesso diretto al mare.
Anche se questi paradisi tropicali non sono accessibili a tutti, ognuno di noi, ovunque viaggi nel mondo può fare molto per preservare e tutelare l’ambiente, essendo meno impattante possibile. Ognuno di noi può contribuire a salvare il suo paradiso.