Vacanza invernale in Svezia all’insegna del “boredom”, la libertà di annoiarsi!

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In un mondo in cui tutto scorre troppo veloce, tutto quello di cui abbiamo bisogno per consentire al cervello di riposare e ricaricarsi è annoiarci! In Svezia, dove domina la mentalità “lagom” basata sulla filosofia del “non troppo, non troppo poco, il giusto”, che si applica ad ogni aspetto dell’esistenza, la noia non è un difetto, ma un valore aggiunto, anche al vostro viaggio.

La noia in Svezia ha le sembianze di foreste, laghi, natura, silenzio, l’ambiente perfetto per dormire, riflettere, osservare, sentire, ascoltare, meravigliarsi e respirare. L’inverno non è una stagione, ma uno stile di vita. Il popolo Sami (una popolazione semi-nomade stanziata in Lapponia, una regione che comprende, dal punto di vista geografico, 3 nazioni: Svezia, Norvegia e Finlandia) usa oltre 200 parole per indicare neve e ghiaccio!

5 modi per “annoiarsi” in Svezia in inverno

Rifugiarsi in una baita svedese: il nuovo “no inclusive”!

Niente TV. Niente Wi-Fi. Solo un buon libro, una stufa a legna e una baita con tetto in vetro o un ice igloo con grandi finestre attraverso le quali ammirare gli alberi innevati o l’aurora boreale nella notte polare.
E mentre il miracolo delle luci danzanti e colorate del Nord sembrerà avvolgervi, penserete che lo stargazing è davvero il nuovo lusso!

“Notte polare” significa passare un mese intero senza luce solare. Da metà dicembre a metà gennaio il sole non sorge mai, ma l’oscurità non è sempre così buia, il cielo in alcuni momenti della giornata, assume sfumature blu cangianti, offrendo un’atmosfera surreale e magica! Kiruna, la città più settentrionale della Svezia, con oltre 25 giorni di notte polare è una destinazione perfetta per osservare il cielo a caccia dell’aurora boreale, così come Abisko, nota per essere uno dei migliori spot al mondo per ammirare questo fenomeno.

Ciaspolare verso l’ignoto

Un’attività invernale tranquilla che non richiede esperienza, ma solo capacità di osservazione: le orme, la brina, gli alberi che sono le vere star, con le loro buffe forme che assomigliano al cappello degli gnomi!
Alcuni consigli per ciaspolare in gruppo:

  • a Björkliden in Lapponia svedese, una piccola stazione sciistica è possibile partecipare ad un’escursione in montagna per ammirare l’aurora boreale dormendo in un lavvu. Si tratta di una tenda tradizionale di forma conica usata dal popolo Sami, nata come abitazione temporanea impiegata per seguire le mandrie di renne. In passato veniva realizzata con pali di legno o osso di renna e ricoperta con pelli sempre di renna, con un pavimento di rami e pelli;
  • a Särna si ciaspola verso Njupeskär, una delle cascate più alte della Svezia e si incontra Old Tjikko, un abete rosso di 9.500 anni!

Pesca sul ghiaccio: una lezione sul dolce far niente

La pesca sul ghiaccio significa prima di tutto attesa. Il Lago Storsjön è uno dei preferiti dai locals, ma attenzione perché una leggenda del folklore locale redatta dal vicario Morgens Pedersen nel 1635 narra che qui viva un mostro!

A Sälen è possibile partecipare ad una lezione per apprendere le basi della pesca “artica”: è necessario usare una trivella per praticare un foro nel ghiaccio, usare una lenza adatta e verificare che il ghiaccio sia sufficientemente spesso per garantire la sicurezza. Le specie principali che si l’escano in inverno sono salmerini, trote iridee e persici.

Slow food cucinato e servito nel cuore della foresta

Dopo aver fatto Kicksledding (il noto slittino da spingere con il piede!) sedetevi a pranzo con i Sámi, ascoltando le loro storie tradizionali! Una delle portare tipiche è il coregone, grigliato sul fuoco, ma potete provare anche la renna affumicata e salata, tagliata sottile e servita con funghi e bacche artiche, i lingonberry. I Blodpalt, gli gnocchi sami, a base di sangue di renna e farina, serviti in una zuppa.
La carne di alce affumicata (älgskav). Le esperienze culinarie sono legate alla natura e alla cultura sami, con particolare attenzione alla sostenibilità.

Il bagno freddo (“kallbad”) in Svezia

Cosa accade quando, una volta entrati nella sauna, la clessidra mano a mano scorre fino a quando tutta la sabbia si è esaurita?! Si corre fuori e ci si tuffa nell’acqua ghiacciata! La prima volta questa esperienza, che in Svezia è una tradizione, può essere davvero scioccante. A poco a poco, però, ci si abitua e si iniziano ad avvertire i benefici. In tutto il paese si trovano una vasta gamma di saune fredde, nuove o storiche. Le prime sorsero nell’ultimo quarto del XIX secolo, le seconde già a partire dal 1850.

Fare regolarmente bagni freddi ha comprovati benefici per la salute. Migliorano la memoria, diminuiscono la tensione e aumentano l’energia grazie alla temporanea alterazione della circolazione sanguigna. Sono adatti a tutti, a condizione che non si soffra di problemi cardiaci o circolatori.

Due luoghi dove fare saune fredde:

  • Kallbadhuset Varberg, costa occidentale Costruito su palafitte nel 1903 è un’ icona. Ospitato in un edificio in stile orientale con cupole decorative, è aperto tutto l’anno e dispone di una caffetteria con una splendida vista sul mare
  • Karlshamns Kallbadhus, costa orientale Un “disco volante” su palafitte con vetrate a tutta altezza per garantire la vista sull’arcipelago.

Vi abbiamo convinto che la noia può essere una vacanza meravigliosa?!

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