Nuovo appuntamento con i Travel Diaries, il mondo raccontato attraverso le vostre avventure! Questa volta a narrarci la sua esperienza è Lucia, classe 1955, nostra cliente ed amica, una persona speciale, che porta sempre con sé un pezzettino di mondo ogni volta che torna dai suoi viaggi. Lucia viaggia soprattutto per seguire la sua passione, il Tai Chi, un’antica arte marziale cinese nata come tecnica di combattimento, definita anche “meditazione in movimento”, basata su movimenti lenti e fluidi abbinati ad una profonda respirazione.
Questa volta la sua passione l’ha condotta in Thailandia, Cina ed Hong Kong e noi le abbiamo chiesto di raccontarci tutto nei minimi dettagli!


I viaggi di Lucia grazie al Tai Chi
Nella mia vita ho fatto pattinaggio artistico, ginnastica artistica e trent’anni di gare di equitazione. Il Tai Chi mi è stato indicato dal collega di educazione fisica quando ha saputo che è venuto a mancare il mio cavallo. In quel momento non avevo intenzione di comprarne un altro e di continuare a fare gare.
Mi sono avvicinata al Tai Chi in maniera abbastanza generica, cercavo di partecipare alle lezioni. Ho poi conosciuto il mio maestro cinese, che rappresenta la quarta famiglia più importante della Cina, la famiglia Dong e che vive a New York. I seminari con lui sono stati sempre più interessanti a tal punto che ho iniziato a seguirlo online e nel mondo.
L’Italia è stata la prima tappa dove ho seguito dei seminari organizzati dal mio maestro, seminari che mi hanno arricchito sempre di più fino all’esperienza di 18 giorni in Thailandia. È stato lì che ho incontrato persone competenti che mi hanno suggerito letture, conferenze, dato consigli sull’alimentazione. Il primo passo per uno stile di vita completamente nuovo: il Tai Chi sommato ad un’alimentazione volta alla riduzione dell’infiammazione dell’organismo.
Al seminario in Thailandia sono seguiti quello a Rosendale, a un’ora da New York, e quello in Grecia, per il quale ho dovuto chiedere il permesso al maestro per partecipare. Non accettavano tutti, soltanto studenti di un certo livello in grado di seguire le varie forme che il maestro avrebbe praticato durante il seminario.

La “sfida cinese” di Tai Chi
Dopo queste esperienze positive, mi ha incuriosita la “sfida cinese” che ho fatto recentemente e che vi racconto oggi! In Thailandia abbiamo fatto cinque ore di allenamento al giorno a 36° e poi siamo partiti per due settimane in Cina, dove ci allenavamo la mattina dalle 6:30 alle 7:30. Dopo avevamo il tempo di “fare i turisti”! Infine siamo arrivati ad Hong Kong.
Fare una gara in un mondo di quel genere, giudicata dai cinesi, è stata veramente una grande soddisfazione! Non mi aspettavo il risultato che ho ottenuto ed è stato importante per me, perché mi ha convinto a continuare su questa strada. Il Tai Chi, infatti, mi ha aiutata a gestire l’artrite psoriasica e di ritrovare il 90% dei movimenti.





Da Bangkok verso Changsha
ll viaggio in Cina è stato organizzato dal maestro cinese tramite agenzia cinese. Abbiamo viaggiato molto, non siamo mai stati più di due notti nello stesso albergo.
Da Bangkok in Thailandia abbiamo volato verso Changsha, una bellissima città con tanti grattacieli dove la notte venivano proiettate luci colorate che si riflettevano sul fiume. La colazione degli hotel prevedeva sempre riso, qualche volta abbiamo trovato il caffè, ma in genere si trovava solo acqua calda. Tutti gli alberghi disponevano di lavanderia gratuita.
Abbiamo esplorato Zhangjiajie dove è stato girato il film Avatar. Molto bella è stata la visita alla Porta del Cielo anche se non è stato possibile fare i 1000 scalini convenzionali per raggiungerla. La cosa più divertente è stato percorrere le 99 curve per arrivare, a bordo di pulmini che sfrecciavano come razzi! L’altra attrazione della zona è il ponte di vetro che attraversa il canyon, che si percorre indossando delle calzature apposite dato che è molto scivoloso, sembra di camminare sul ghiaccio!
La tappa successiva è stata Guilin con le sue risaie a terrazza, abbiamo poi visto i panda. Ci siamo spostati sempre, ogni giorno o ogni due giorni, abbiamo assistito a rievocazioni e spettacoli teatrali sulle leggende locali, scivolando su fiumi in notturna con barche illuminate dalle lanterne rosse.



Due episodi particolari
Le persone in Cina sono carinissime e gentilissime. Una sera a cena è accaduto un episodio molto particolare! Per “onorarmi” hanno messo davanti a me un pollo arrosto con tanto di testa e collo appoggiato su un palo di acciaio. Questo pollo sembrava mi guardasse ed io mi sono impaurita e sono scappata!
Un altro episodio “particolare” a cena è stato il fatto che c’era della verdura fresca ed io l’ho assaggiata. Mi sono accorta allora che tutti mi hanno guardato in modo strano, dicendomi che in Cina la verdura si mangia solo cotta!

Hong Kong
Il viaggio è terminato a Hong Kong. Il panorama dalla camera dell’hotel al 57º piano era così spettacolare che la mia amica ed io abbiamo deciso di dormire lasciando le tende della finestra aperte! Un amico cinese mi ha raccontato un aneddoto su Nina, il nome della catena dell’Hotel dove abbiamo soggiornato. Era una signora di origine sociale modesta che aveva sposato un ricchissimo cinese, scomparso misteriosamente. La signora Nina si è ritrovata dunque ricca ed alla sua morte il figlio ha ereditato tutto e per onorare la mamma ha aperto una catena di alberghi e addirittura una catena di centri commerciali ad Hong Kong che portano il suo nome!
Sarebbe interessante esplorare in futuro altre zone della Cina: l’esercito di terracotta, Shanghai, la grande muraglia. Sono rimasta affascinata ad esempio dalla lavorazione della seta, questo tessuto che loro hanno inventato nel 2600 a.C. A differenza della tecnica indiana, in Cina battono il filo prima di lavorarlo, processo che la rende più morbida. Sono riusciti a nascondere il segreto della lavorazione della seta per 1000 anni e non permettevano a nessuno di portarla via dalla Cina. Per chi lo faceva era prevista addirittura la pena capitale. Mi piacerebbe visitare la regione dove nasce il baco da seta!
Ho scoperto anche una tecnica particolare di agopuntura perché nel nostro gruppo c’era una signora che la praticava non con gli aghi ma con le mani! Mi è stata molto di aiuto con il mio ginocchio che si era un po’ stressato e mi ha consigliato un libro da acquistare. Inoltre ho appreso da un amico cinese che vive a Shangai di non abbandonare la pratica della Long form, una forma del Tai Chi che dura 45 minuti, lunghissima e faticosa che serve per rigenerare tutto l’organismo.
Nessun viaggio della mia vita mi aveva regalato così tanta riflessione, magia, curiosità. Quando sono tornata sono andata anche a leggermi la storia di Marco Polo sono andata a leggermi la storia della Cina e addirittura di Gengis Khan e delle figure femminili mongole. Sono rimasta affascinata dalla storia della principessa guerriera Khutulun, cugina di Kublai Khan che rifiutò di sposarsi con un uomo più debole di lei e chiese a chiunque volesse la sua mano di sconfiggerla in combattimento. Se avesse perso, lo avrebbe sposato, se avesse vinto l’uomo le avrebbe ceduto tutti i suoi cavalli. Alla fine Khutulun riuscì ad ottenere 10.000 cavalli.
Ci tengo a specificare che tutti questi miei viaggi sono stati organizzati da Fonte Gaia Tour ed ogni volta che ho avuto dei disguidi, Leonardo e Silvia sono stati sempre presenti anche ad orari difficili, impossibili per una normale Agenzia di Viaggi. Loro sono sempre stati presenti, in qualsiasi momento e devo dire anche con i prezzi migliori! Quando viaggio con loro, sento sempre la loro costante presenza e disponibilità.
Che dire? Un diario di viaggio eccezionale! Grazie Lucia per aver condiviso con noi la tua esperienza, per noi è sempre un piacere ascoltarti! Qualcuno di voi ha mai fatto un’esperienza simile?